MARCO POLLICE. Sense of light   


Marco Pollice
"Incontro di talenti", ex Convento Maggiore di San Maurizio, Milano (foto © Pollice Illuminazione)

Marco Pollice come si diventa lighting designer?
Con una lunga tradizione alle spalle, quella della mia famiglia. Merito dell’azienda fondata nel 1933 da mio nonno (l’ing. Ugo Pollice, tra i fondatori nel 1958 di AIDI, N.d.R.), che prosegue con mio padre che porta la società dagli anni’60 a specializzarsi in progettazione e produzione di apparecchi d’illuminazione per esterni e interni, e a livello nazionale per innovazione e produzione industriale, fino a quando nel 1986 verrà ceduta. La Pollice Illuminazione ha segnato un percorso d’eccellenza nel nostro paese con grandi realizzazioni come l’illuminazione del Duomo di Milano, l’Autostrada del Sole, il traforo del Monte Bianco, lo Stadio Flaminio. La luce ha accompagnato sempre la mia vita, non avrei potuto fare altro, è il mio DNA. Mi sono specializzato in illuminotecnica al Politecnico di Milano e a New York in regia cinematografica; ho conservato la passione e la cultura del far bene, secondo la tradizione italiana, con uno sguardo sempre attento alla buona illuminazione, alla ricerca, alla qualità della luce che concorre al benessere delle persone.

Esistono progetti da illuminare più difficili di altri?
I progetti nascono ogni volta da collaborazioni che si compongono di diverse competenze e sensibilità: il committente, l’architetto, l’interior designer. I progetti sono tutti complessi quanto più lo sono, quanto io sono esigente con me stesso. Cerco di mantenere alcuni punti chiari che sono l’alfa e l’omega di ogni mio progetto: qualità dei prodotti e delle tecnologie applicate e benessere psicofisico. Fattori imperativi all’interno di un dialogo che coinvolge la soddisfazione del cliente rispetto alla funzionalità, il budget da rispettare, l’estetica del risultato e un illuminamento efficace. Col tempo ho appreso l’importanza dell’ascolto di tutte le voci coinvolte senza perdere di vista le mie e giungere a una mediazione che è sempre un passo in avanti rispetto alla partenza, perché insieme si costruisce un nuovo pensiero. Sarà poi il talento, la tecnologia sapientemente applicata, la qualità, la cura, il senso che ciascuno di noi ha della bellezza, che passo dopo passo condurrà al risultato di eccellenza cercato con passione e professionalità.

 

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