LEROY BENNETT: La luce perfetta per uno spettacolo perfetto


LeRoy Bennett
(photo © MJ Kim)

LeRoy Bennett da dove trae le sue ispirazioni?
Da molte parti: moda, architettura, arte, natura. Anche dalla musica stessa.

Migliaia di persone nel mondo ammirano i concerti, i cantanti, i ballerini e le luci. Solo pochi sanno chi è “l’uomo dietro la macchina”, che disegna e inventa queste esplosioni luminose. Cosa ne pensa?
Preferisco essere “dietro la macchina”, non voglio essere un personaggio pubblico. Mi piace stare dall’altra parte. L’anonimato è un bene. Stare su di un palco e sotto i riflettori è qualcosa che non voglio o desidero avere.

Paul McCartney, NIN or Deadmau5 sono alcuni degli artisti con i quali lei ha lavorato. Come è stato disegnare le scene con loro?
Ogni artista ha un proprio carattere. Ognuno di loro ha una propria personalità e la musica è distintiva e diversa. Faccio questo lavoro perché vengo ispirato da ogni genere musicale. Mi approccio a ogni artista come a un individuo ben distinto. Così anche per lo stile, ogni cosa che progetto è disegnata sulla personalità dell’artista e dell’individuo. Lo show deve saper raccontare il suo passato, il suo presente, il suo futuro. Un progetto di grande ispirazione. Sono stato abbastanza fortunato ad aver lavorato con un buon numero di artisti, dei quali apprezzo e rispetto la musica. Collaborando con Paul McCartney ho cercato di restituire un ritratto visivo di un uomo che rappresenta buona parte della storia della musica pop. Abbiamo cercato di cristallizzare in immagini la sua ultradecennale carriera, i cambiamenti apportati alla cultura musicale e le emozioni date alle di persone. Con i NIN, il mio approccio è stato più tecnico, cinematico. Ho sempre cercato di spingermi oltre i limiti della tecnologia e questo progetto è stato molto più di una semplice installazione artistica. Con Deadmau5 e il suo EDM world, abbiamo sviluppato qualcosa che calzasse perfettamente sul personaggio e la sua immagine. Con tutti gli artisti, ho provato a costruire degli spettacoli che fossero anche delle storie, quando esiste una storia, astratta o reale che sia, deve vedersi nello show. Mi piace costruire un viaggio musicale per ogni artista, comprendere le dinamiche su cui uno show si fonda, si sviluppa e si ricostruisce. Il trucco per costruire un ottimo spettacolo è quello di evolversi e modificarsi visivamente seguendo i progressi della musica durante lo show stesso.

 

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