UN INGLESE IN TOSCANA


Toscot
Colin Dinley

All’inglese Colin Dinley è sempre piaciuto viaggiare in lungo e in largo per l’Europa, fin da ragazzo, e altrettanto creare e disegnare. Conosciuta l’Italia e in particolare la splendida Toscana, prende casa e, dagli anni ottanta, si dedica alla ceramica, la sua grande passione.
Da queste parti, infatti, sono molte le botteghe artigiane specializzate nate sotto l’influenza della Richard-Ginori, e lui inizia a fare ricerca sui materiali e sulle diverse tecniche di lavorazione. Qui ci sono ancora valenti artigiani, e non manca l’opportunità di imparare la tecnica del calco con terracotta e, allo stesso tempo, approfondire la ricerca per trovare un uso alternativo del materiale ceramico con la realizzazione di prodotti d’illuminazione, fino a creare modelli che coniugano la tradizione toscana con forme contemporanee.
Le prime lampade prodotte sono semplici applique a vasca in terracotta calcata a mano e decorata con cera ambra; pezzi unici, che riscuotono un buon successo. Da qui l’idea di Colin Dinley, nel 2001, di fondare la sua azienda TOSCOT, a Sesto Fiorentino.

I materiali utilizzati sono molteplici: terracotta, ceramica bianca colata, vetro soffiato alle terre refrattarie colorate, ma ora anche metalli come ottone decorato, rame e ferro.
Nei vari processi di lavorazione le materie sono trattate con tecniche artigianali, a cominciare dall’esecuzione dei modelli in gesso e delle relative forme per la produzione, per poi passare al calco, al colaggio e alla rifinitura dei pezzi grezzi, che, seccati al punto giusto, passano alla cottura nelle fornaci con temperature oltre i 900 gradi. Al termine, la decorazione viene eseguita a mano con tempera ad acqua, finita a cera ambra e con smalti spruzzati ripassati in forno.

Abbiamo visto la sua nuova collezione a Sesto Fiorentino, senza andare nei giorni scorsi alla 29° edizione di ICFF – High End Luxury Furniture Fair, la più importante fiera a New York dedicata all’architettura e all’interior design, dove l’azienda era presente.
Traffic è una serie costituita da plafoniere, applique e sospensioni, dove le lampadine sono a vista proprio come un semaforo (traffic lights in inglese, da cui il nome); Camaleón un lampadario con forma semplice ed essenziale, dalle fantasie colorate che, con effetto camaleontico, tinge il comodino con le stesse tinte; le linee Chapeaux e Swing, con struttura cilindrica, la prima caratterizzata da un elemento forgiato come un cappello, la seconda con luci componibili e mobili che insieme sembrano seguire il ritmo dello swing.Ma abbiamo anche potuto ossevare alcuni dei suoi modelli di punta degli anni scorsi, come Battersea, che si ispira agli isolatori elettrici del secolo scorso, in omaggio alla Battersea Power Station di Londra, centrale elettrica famosa per la copertina dedicatagli nell’album “Animals” dai Pink Floyd – ve la ricordate, vero? Oppure Notorius, una luce teatrale con un nome cinematografico che avvolge i grandi ambienti grazie alle rotondità delle sue sospensioni e ai colori accesi con cui è dipinta all’interno; Newton, in omaggio al grande scienziato, che può essere montata anche in sospensione e ha varie modalità di uscita della luce; Henry, una sospensione con la forma di un secchio rovesciato – il nome nasce da una filastrocca inglese, una canzone fra l’ormai toscano Henry e sua moglie Liza.

Una storia, quella di TOSCOT e dell’inglese Colin Dinley, che si intreccia a doppio filo con la Toscana e i suoi paesaggi e il sapere di quei luoghi. Oggi con uno sguardo verso l’Europa e oltre. Per il mercato del Nord America vanta, infatti, la certificazione UL.

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