Grafismi luminosi alla Tate Britain di Londra


Cerith Wyn Evans
photo Joe Humphreys © Tate

Una suggestiva e inusuale mappa sospesa al soffitto di cicli vibrazionali, circuiti gravitazionali, incastri di costellazioni di oltre due chilometri di tubi al neon è apparsa alla Tate Britain di Londra nelle grandi gallerie Duveens, dove fa capolino Forms in Space…by Light (in Time), ideata dall’artista gallese Cerith Wyn Evans.

L’opera site specific dialoga con l’architettura neoclassica e si espande nello spazio valorizzando flussi di energia altrimenti non percepibili. Neon, metallo, elettricità sono i materiali utilizzati dall’autore per inscenare in uno spazio austero un‘installazione di forte impatto scenografico, in bilico tra arte e design, che altera la percezione dell’ambiente circostante. Qui, tutto dipende da dove la si guarda.

Chissà se Evans – ex produttore di film, assistente di Dereek Jarman, noto per aver collaborato a video pop per il gruppo The Smiths, formatosi alla Central St Martin School – per quest’opera d’ingegneria luminosa ha pensato alla scultura Concetto spaziale di Lucio Fontana, del 1951, realizzata per lo scalone d’onore della IX Triennale di Milano. Sarebbe interessante saperlo!

Commenti a parte, la messa a punto del fisico francese Georges Claude di tubi fluorescenti e diversamente colorati apre una nuova epoca a partire dal primo decennio del Novecento. Come sappiamo, l’equazione arte, luce e architettura funziona nell’ambito della sperimentazione della Light Art contemporanea, sempre più tecnologica, in cui prima Led e poi Oled modellano lo spazio con infinite varianti di forme in libertà, tracciando di volta in volta segni luminosi, anche labirintici, mirati al coinvolgimento dello spettatore, evidenziando potenzialità allusive e poetiche sottese che lo spazio stesso contiene.

Luce come medium di emozioni, percezioni, traccia forme, volumi, anche “gabbie” percettive, concrete e visionarie al tempo stesso, in cui si gioca sulla contrapposizione tra realtà e finzione, visione e situazione, e, in questa fitta ragnatela di Evans, si ridefinisce lo spazio con un’opera molto grafica e decorativa che sorprende per la sua soverchiante presenza, pronta per essere “instagrammata” e condivisa in rete.

 

Tate Britain, Londra
ingresso libero fino al 20 agosto

 

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