LA PRIMA MOSTRA PERSONALE A LUGANO DEL PADRE DELLL’ARTE CONCETTUALE

 

Joseph Kosuth (Toledo, Ohio, 1945) scrive il libro L’arte dopo la filosofia (1969) e con Marcel Duchamp investiga la dimensione concettuale, analitica e non retinica dell’arte, partendo dalla concezione di “arte come arte”, tratta dal pittore Ad Reinhardt. Dal 1965, con la serie di opere Investigation e Proposizioni, l’artista è stato tra i protagonisti del gruppo Art & Language, continuando ad analizzare il rapporto tra linguaggio, filosofia, arte, scienza e antropologia. Nelle sue opere ambientali associa scritte e oggetti con testi di autori che vanno da Freud a Wittgenstein, fondatori del pensiero del Novecento, come paradigmi luminosi come principio di conoscenza.

Kosuth
L’artista di fronte a A Conditioning of Consciousness
photo © Micaela Bonalanza, 2017
Courtesy [dip] contemporary art, Lugano

Le opere di Kosuth corrispondono a una riflessione critica sui fondamenti teorici del linguaggio dell’arte in rapporto alla cultura e ai nostri codici linguistici. Del padre dell’arte come filosofia del linguaggio, è un’icona l’opera Una e tre sedie (1965-1967), in cui si vedono accostati a una parete tre elementi – l’oggetto sedia, una foto a grandezza naturale della stesa sedia e un panello che riporta l’ingrandimento della definizione presa da un dizionario – ad analisi del rapporto tra l’oggetto, la sua immagine e la sua definizione concettuale, spostando l’interesse dall’estetico all’“anestetico”. La natura analitica dell’arte e la sua funzione attraverso il linguaggio la si comprende adottando uno sguardo trasversale, lo stesso dell’artista in rapporto a filosofia, letteratura, antropologia, psicoanalisi e poesia.

Per conoscerlo è imperdibile la sua prima mostra personale a Lugano, ospitata alla [dip] contemporary art, nuova galleria inaugurata nel 2016 e centro di incontri tra opere, artisti e pubblico. La mostra dedicata a Kosuth sul lago di Lugano rientra negli eventi collaterali ideati in occasione di WOPART – Work on Paper Art Fair, fiera dell’arte su carta. Nel titolo, “Jospeh Kosuth: Notations For Thinking, a selection”, c’è il messaggio, l’idea portante del progetto espositivo ideato da Michela Negrini e declinato attraverso una raffinata selezione di installazioni (dal 1998 a oggi) in cui il neon è la materia luminosa dell’arte che illumina concetti, paradossi, riflessioni, tautologie, citazioni, ripetizioni, analogie, espedienti linguistici, differenze e relazioni tra arte e linguaggio, individuo e società, pensiero e immaginazione. Per questa mostra l’artista statunitense ha ideato un’installazione site-specific ispirata a Hermann Hesse, scrittore che ha vissuto in Ticino per oltre quarant’anni. L’opera di oltre 14 metri si snoda lungo le pareti della sala principale della galleria e si propone di esplorare i suoi diversi approcci al concetto di arte in rapporto allo spazio, come una visualizzazione del suo pensiero.

Kosuth
The Paradox of Content # 3 (Yellow)
photo © Micaela Bonalanza, 2017
Courtesy [dip] contemporary art, Lugano

Kosuth
Mondrian’s Work XIV
photo © Micaela Bonalanza, 2017
Courtesy [dip] contemporary art, Lugano

Tra i primi artisti ad utilizzarlo con Dan Flavin e Bruce Nauman, nei suoi lavori sono frequenti frasi o scritte al neon in cui luce e senso coincidono, come A Conditioning of Consciousness (1988), tratta dagli scritti di Sigmund Freud e ideata in occasione del 50° anniversario della morte del padre della psicoanalisi a Vienna. The Paradox of Content # 3 (Yellow) è un’opera nata dall’installazione An Interpretation of This Title: Nietsche, Darwin and the Paradox of Content, realizzata per il festival di Edimburgo nel 2009, anno del bicentenario della teoria dell’evoluzione e della selezione naturale di Charles Darwin, in cui i disegni di Darwin sono presentati non come illustrazioni, bensì quali visualizzazioni di speculazioni scientifiche. Seduce Mondrian’s Work XIV (2015), opera tributo al gioco, ispirata alle composizioni astratte di Piet Mondrian, in cui Kosuth intreccia le forme geometriche con scritte, riflessioni, parole del padre dell’astrattismo olandese come rafforzativo dell’idea di un’arte “pura”, corrispondente alla premessa di “Art as Idea as Idea” (Arte come Idea come Idea).

Joseph Kosuth
NOTATIONS FOR THINKING, a selection

September 14th 2017 – January 6th, 2018

[dip] contemporary art
Lugano

dipcontemporaryart.com

 

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