PASSERELLE, EVENTI E LUCE ALLA MILANO FASHION WEEK


Milano Fashion Week
photo © Lucilla Malara

Si chiude oggi la settimana della Moda, il momento più atteso dal fashion system internazionale e organizzato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. Milano si è accesa di luce e colori, e non solo sulle passerelle che hanno ospitato le 170 sfilate delle maison che hanno reso celebre il Made in Italy nel mondo – il Sistema Moda, considerato nel complesso delle sue eccellenze, è la seconda industria italiana dopo quella meccanica, con un export nel 2016 di 62 miliardi con un surplus di 25 che ha segnato un +3,8%.

Tra gli appuntamenti luminosi, non solo le sfilate di Marras, Zambelli, Prada, Arthur Arbesser, Ermanno Scervino, Atsushi Nakashima, Armani, Versace, Fausto Puglisi, ma anche quelli “illuminati” nelle piazze e nei musei: dalla grandissima Biblioteca dei tessuti in piazza della Scala e al suo nuovo bellissimo giardino, dalle Maschere “dipinte” sull’edificio de La Rinascente al racconto Arti e Mestieri dei protagonisti della moda italiana sulle facciate della Galleria Vittorio Emanuele.
Tra i moltissimi altri appuntamenti, ricordiamo: la mostra all’Università Cattolica I Manichini di De Chirico, costumi di scena ideati nel 1933 da Giorgio de Chirico per I Puritani di Vincenzo Bellini; il Fashion Film Festival Milano nel nuovo Palazzo del Cinema Anteo, con film provenienti da tutto il mondo; la mostra di Giovanni Gastel Shanghai, in the mood for fashion alla Fabbrica del Vapore.

E come non ricordare, là nella piazza dove si erge il dito di Cattelan, l’intervento di luce temporaneo di Ingo Maurer in piazza Affari e su Palazzo Mezzanotte, in collaborazione con Paolo Castagna e Gianni Ravelli, che, anche quest’anno, il raffinato artista e designer ha voluto accanto a sé – ricordate, nel 2016, la Torre Velasca con la parte inferiore e la torre dipinta da luci  rosso brillante, come fossero delle braci, in occasione dell’evento Interni Open Borders al FuoriSalone? – e le animazioni di The Fake Factory.

Superfici che per alcune sere sono diventate scenari di fiori di ispirazione botticelliana, dai toni freddi del blu e del verde, che appaiono e fluttuano poeticamente sulla facciata del palazzo che prende il nome dell’architetto che nel ’27 del secolo scorso l’ha progettato.
Forme e colori del primo Rinascimento prendono vita sulle superfici di travertino lucido, fino a che un soffio di vento le fa volare via. Per un attimo la piazza piomba nell’oscurità. Poi, piccoli triangoli di luce appaiono moltiplicandosi nella parte superiore della facciata, muovendosi vorticosamente come soffi di neve, creando composizioni casuali di luce.
I due edifici laterali di questa piazza metafisica sfumano magicamente in toni di colore tra il rosso e il cremisi. Alla fine, tutti i punti luminosi si abbassano, scivolando verso i tre ingressi di Palazzo Mezzanotte, circondandoli come attratti da una forza magnetica. Le porte si aprono all’improvviso e un fascio verticale di luce bianca irradia inaspettatamente gli spettatori.

Un’installazione di luce, poetica, creata per la sfilata di Ferragamo, in una città in cui la luce “illuminata” è sempre più protagonista!

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