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Anno 61
Giugno 2023
Rivista fondata da AIDI nel 1962
Direttore Mariella Di Rao
Da questo numero di LUCE inauguriamo la nuova rubrica Lettere agli Esperti, uno spazio dedicato ai lettori dove possono esporre idee, commenti e porre domande sulla luce e sui suoi diversi e ampi ambiti di applicazione. In questa sezione pubblichiamo alcuni quesiti posti da voi lettori e le relative risposte a cura di esperti delle diverse realtà del mondo dell’illuminazione (progettisti, docenti, ricercatori, manager, imprenditori, etc.). In questo modo desideriamo dare spazio ai lettori per instaurare con loro un rapporto diretto per garantire una sempre maggiore e più proficua interazione per poter rispondere in modo concreto a tutte le vostre esigenze professionali e chiarire eventuali incertezze.
Le lettere vanno inviate a [email protected]
La luce, la bellezza e la natura di Michael Anastassiades
di Monica Moro
La rivista LUCE ha incontrato Michael Anastassiades, il designer londinese di origine cipriota le cui opere sono esposte nelle collezioni permanenti dei principali musei del mondo che racconta la sua idea di luce e la poetica alla base dei suoi lavori che si ritrovano nella sua nuova collezione di lampade My Circuit. “Sono sempre stato affascinato dall’illuminazione. Ciò che mi attrae della luce è la sua unicità…Ciò che accade nel momento in cui si accende la luce è una magia. Si accende la poesia! Perché il volume dello spazio che occupa attraverso la luce, le ombre e i riflessi, tutto cambia e smette di essere un oggetto scultoreo statico. Come designer stai consapevolmente progettando per queste due diverse impostazioni…Sono sempre affascinato da come la perfezione possa esistere naturalmente. In natura ci sono pietre dalle forme meravigliose o disegnate come oggetti fatti dall’uomo in un modo tale che non è difficile credere che si siano formate accidentalmente in quel modo…”
Andrea Anastasio, l’artista e il designer filosofo che lavora con la luce
di Pierluigi Masini
Andrea Anastasio, artista e designer, è un appassionato studioso di filosofie orientali e la sua ricerca progettuale parte sempre dall’uomo e dalla sua dimensione spirituale. Sa stupire parlando di incontri inattesi e di esperienze non comuni che racconta con una sensibilità rara. La stessa che ora ci porta lì, a vivere la sua emozione davanti a una luce imprevista.
“…Mi ha sempre sorpreso constatare che la riflessione sulla luce è connessa a quella sul calore. La luce ha a che fare tipicamente con il fuoco e, soprattutto nelle culture indoeuropee, è qualcosa che introduce l’elemento vitale, legato appunto al calore, ma anche l’elemento distruttivo – il fuoco che distrugge in maniera purificatrice. Tutti i rituali importanti del culto vedico passano attraverso il fuoco… Questo accoppiamento luce-calore, fin dall’inizio del mio percorso, mi ha fatto riflettere su quanto sia stato importante il passaggio dall’illuminazione legata alla fiamma a quella della luce elettrica… Quando noi accendiamo la luce, con un interruttore o un telecomando, anche in maniera del tutto inconscia rimaniamo connessi a un gesto che per millenni ha fatto di questo rituale un momento centrale all’interno della giornata…”
Le donne dell’Iran, esempio di coraggio e di speranza
di Mariella Di Rao
LUCE ha incontrato la lighting designer di origine iraniana Salvia Omidvarnia. Ci racconta la sua storia che è la storia di tante donne iraniane che oggi hanno sfidato l’obbligo della legge sul velo che impone a donne, ragazze e anche bambine, di coprirsi i capelli e che è diventato metafora di ribellione e di riscatto. Ci spiega come la cultura, l’istruzione e la consapevolezza dei propri diritti sono sicuramente gli strumenti più efficaci nella lotta per la conquista della libertà. “…In Iran le donne sono molto coraggiose. Questo coraggio, oggi come allora, viene soprattutto dalla cultura perché nel mio Paese c’è sempre stato un alto livello di istruzione. Oggi l’alfabetizzazione è quasi al 100% tra le persone sotto i venticinque anni e ci sono 4 milioni di studenti universitari, la maggior parte dei quali sono donne. La cultura in un Paese come l’Iran è fondamentale per cercare di emanciparsi da questa condizione di sottomissione…”
“Spaziale. Ognuno appartiene a tutti gli altri” è il progetto innovativo e inclusivo del Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia vinto da un collettivo di giovani
di Giulia Ottavia Silla
LUCE ha incontrato i Fosbury Architecture, curatori del Padiglione Italia nell’ambito della 18° Mostra Internazionale di Architettura, Biennale di Architettura di Venezia. Inaugurata il 20 maggio è aperta al pubblico fino al 26 novembre. Il titolo, che accoglie i visitatori è un po’ l’essenza di questo progetto innovativo e inclusivo, “Spaziale. Ognuno appartiene a tutti gli altri” promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della cultura con commissario Onofrio Cutaia e vinto dal collettivo Fosbury Architecture di cui fanno parte Giacomo Ardesio, Alessandro Bonizzoni, Nicola Campri, Veronica Caprino e Claudia Mainardi. L’età media dei curatori e dei vari progettisti coinvolti è di 33,3 anni. Giovani che ci danno la loro visione innovativa e di rottura dei paradigmi culturali su quello che può essere lo sviluppo della disciplina architettonica.
Eco centric lighting. La luce che rispetta la biodiversità
di Miriam Emiliano
L’autrice ci parla delle ultime ricerche e studi sulla necessità di progettare
un’illuminazione artificiale notturna più orientata all’ambiente e meno antropocentrica che rappresenta una grande sfida per il futuro. L’equilibrio tra benessere umano, riduzione dell’inquinamento luminoso e risparmio energetico è un’attività estremamente complessa e queste necessità assumono diversa importanza in base al contesto. In un ambiente antropizzato gli obiettivi dell’illuminazione sono la sicurezza, il comfort urbano e la valorizzazione del territorio. Invece, nell’ambiente naturale che comprende solitamente aree extraurbane di particolare interesse ecologico, l’essere umano è un ospite e diventano prioritari la tutela della flora e della fauna locale e il contenimento dei consumi.
San Pellegrino Flagship Factory, quando la luce dialoga con l’architettura e l’ambiente
di Giulia Chinello
Nel progetto dello studio BIG, vincitore del concorso internazionale lanciato dal Gruppo San Pellegrino per la riqualificazione dello stabilimento, l’aspetto illuminotecnico, affidato allo Studio Piero Castiglioni, è stato sviluppato insieme alla progettazione architettonica realizzando un legame che ha portato all’utilizzo della luce come un elemento costruttivo
L’obiettivo del progetto è stato quello di capire il linguaggio, cioè quali sono gli elementi che creano un legame tra il costruito (quindi l’intervento umano culturale) e il territorio naturale (quindi il fiume e la natura circostante).
La luce in questo progetto viene intesa come elemento progettuale e scenografico dell’architettura, assolve i vari compiti visivi, rende riconoscibili le diverse aree del complesso e le diverse funzioni che qui si svolgono, indica i luoghi di accesso, segnala i percorsi, permette la sosta, il lavoro e la convivialità nel rispetto della natura e dell’immagine integrata con discrezione nel paesaggio notturno.
La luce materiale immateriale di Giusy Gallina
di Marco Nozza
LUCE ha incontrato Giusy Gallina, architetto, lighting designer e velista che ci racconta come spazia dal design di prodotto all’integrazione della luce naturale nel processo architettonico. “… Parlare di luce naturale negli ambienti costruiti è come descrivere un importante elisir di vita per gli esseri umani, perché è una risorsa continuamente disponibile, rinnovabile e gratuita che offre interessanti elementi d’ispirazione. La luce naturale innesca i nostri ritmi biologici e contribuisce così al nostro benessere, determinando i tempi della nostra quotidianità. Può svolgere un ruolo cruciale nelle strategie di progettazione di edifici sostenibili limitando il ricorso all’illuminazione artificiale”. Durante l’intervista emergono anche suggestive similitudini tra il mestiere del lighting designer e il veleggiare… “Ogni piccola regolazione influisce sulla velocità dell’imbarcazione, un po’ come quando si progetta la luce…” .
Euroluce 2023 / The City of Lights
di Paolo Calafiore, Floriana Cannatelli, Mariella Di Rao, Cristina Ferrari, Monica Moro, Sielo Longo, Alessandra Reggiani
La grande kermesse è stata un successo soprattutto in termini di presenze a Milano, oltre 350.000 tra operatori e turisti provenienti da tutte le parti del mondo. Numeri da pre-pandemia che sanciscono il grande apprezzamento per il nuovo format della manifestazione, confermando la forza catalizzatrice dell’evento quale palcoscenico internazionale della creatività che ci indica gli scenari e le tendenze di un mondo, quello del design e della luce, che sta cambiando profondamente. Oggetti, allestimenti, installazioni, visioni sono state pensati per raccontare, provocare e far riflettere. Forse è proprio la forte capacità narrativa che emerge dalla cronaca di questa design week dove la protagonista dell’edizione del Salone 2023 è proprio la luce ma non intesa nella sua accezione di oggetto, di lampada, ma nel senso più ampio di esperienza luminosa che si racconta in queste pagine dello Speciale attraverso diversi articoli e contributi emersi sia dal Salone che dal FuoriSalone e dalla Design Week.
Le nuove frontiere dell’illuminazione. Intervista a Shuji Nakamura
di Elisa Belloni
Era il 2014 quando Shuji Nakamura riceve il premio Nobel insieme a Isamu Akasaki e Hiroshi Amano per l’invenzione del LED blu e dei grandi benefici che ne sono derivati. Da allora la ricerca va avanti con nuove scoperte e applicazioni. Nakamura detiene più di 400 brevetti, ha pubblicato più di 900 articoli e sta ancora lavorando allo sviluppo di nuove applicazioni di illuminazione presso l’Università di Santa Barbara (California, USA). Attualmente è impegnato nello sviluppo di sorgenti di luce laser innovative con l’obiettivo di creare sorgenti di luce bianca composte da diodi laser basati sul nitruro di gallio. L’autrice ha incontrato il prof. Nakamura per approfondire con lui le nuove tecnologie per l’illuminazione e spiegare gli aspetti più interessanti delle sue attività di ricerca con particolare attenzione alle tendenze future nello scenario della transizione energetica mondiale.
Jan Vermeer La luce dipinta, tra realismo e mistero
di Alberto Pasetti Bombardella
La mostra al Rijksmuseum di Amsterdam che ha raccolto 27 delle 36 opere esistenti del grande artista è stata l’occasione per comprendere l’assetto narrativo simbolico ed enigmatico del maestro e il ruolo fondamentale della luce nella costruzione scenica delle sue opere. Nei quadri di Jan Vermeer ogni dettaglio è pensato, ma, soprattutto, ogni particolare materico è investito dal fascio di luce in una corrispondenza quasi maniacale. Le ombre, i riflessi, il luccichio dell’acqua o dei metalli levigati, valorizzano ogni particella del quadro di Vermeer come se rispondessero alla legge universale della materia che si anima e si intreccia rendendo più vigorosa la presenza della figura umana. Questa stessa presenza, spesso femminile, in parte affascinante, seducente e misteriosa allo stesso tempo, deve la sua forza espressiva proprio alla luce che l’artista plasma su di essa con una rara maestria. Questo avviene in una misura tale da trasformare la coerenza fisica ottica delle ombre, piegandola a suo beneficio per rafforzare la forza simbolica ed evocatrice della sua visione perfetta.
Illuminare il futuro: l’intelligenza artificiale generativa accende la via dell’innovazione
di Filippo Lubrano
L’intelligenza artificiale generativa sta cambiando il nostro modo di vivere e sta rivoluzionando anche il modo in cui progettiamo e gestiamo l’illuminazione. Con l’avvento delle tecnologie innovative e l’intelligenza artificiale (IA), il settore dell’illuminazione si è evoluto rapidamente, offrendo soluzioni sempre più efficienti e sostenibili. In particolare, l’intelligenza artificiale generativa sta rivoluzionando il modo in cui progettiamo e gestiamo l’illuminazione, sia in ambito domestico che nelle smart city.
L’autore, esperto di innovazione e internazionalizzazione, approfondisce in questo articolo le nuove frontiere, le applicazioni e le opportunità dell’IA in questo ambito.
L’orizzonte oltre la profondità del mare nelle onde di luce di Maria Cristiana Fioretti
di Jacqueline Ceresoli
Colore, luce, forma ed emozione disegnano il mare e il cielo nella mostra H2ORIZON di Maria Cristiana Fioretti, allestita nella Galerie d’Art Contemporain a Menton fino al 16 settembre 2023. Un progetto ispirato alle profondità del mare, in cui le onde elettriche e l’intensità della luce nelle sue infinite variazioni cromatiche si rispecchiano in opere che aprono riflessioni sulla necessità di preservare l’acqua dall’inquinamento ambientale; acqua fonte primaria di vita come la luce per riscrivere con la pittura nuove narrazioni, attese e intenzioni.
Umberto De Paola. Il filosofo regista alla guida dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo
di Jacqueline Ceresoli
Aggiorniamoci sulle Comunità Energetiche Rinnovabili
di Massimo Gozzi
Obiettivo, azzerare le emissioni
di Pietro Mezzi
A Firenze il Convegno di AIDI per celebrare la Giornata Internazionale della Luce
di Cristina Ferrari
Spoleto by Light
di Pietro Mezzi
Nella città eterna, il recupero di una villa anni ’30 per la nuova sede universitaria di SDA Bocconi
di Federica Capoduri
Euroluce 2023: Intervista a Carlo Urbinati
di Mariella Di Rao
Euroluce 2023: un’esperienza luminosa
di Alessandra Reggiani
Intervista a Hélène Binet:
La fotografia e il senso della Natura, del Tempo e dell’Architettura
di Monica Moro
Konstantin Grcˇic’ e la filosofia del limite
di Sielo Longo
Luci, riflessi e bagliori dal futuro.
Il Fuorisalone della Milano Design Week
di Paolo Calafiore
Calamaio:
dal Master in Lighting Design MLD dell’Università Sapienza di Roma a Euroluce 2023
di Floriana Cannatelli
L’ombra che crea il valore della luce
La cultura coreana rivela il suo straordinario patrimonio di tradizione e la sua spinta all’innovazione
di Cristina Ferrari
In Mother of pearl tables designer e artisti insieme per celebrare la madreperla
di Monica Moro
Human Centric Lighting design negli interni:
evoluzione semantica, normativa e possibilità
di Maurizio Rossi
Indoor e outdoor:
una relazione possibile
di Matteo Seraceni
ASOT 2023: REFLEXION
Una nuova identità per un festival iconico
di Marcello Filibeck
Normative e procedimenti autorizzativi per l’illuminazione urbana
di Laura Feliciani, Marilù Piazzolla, Margherita Suss
Viaggi d’autore attraverso luoghi simbolo del design. Raccontati nel libro di Antonella Galli e Pierluigi Masini
di Marcello Polidori
DIAL, il sistema in acciaio Inox per resistere in ambienti “estremi”
di Cristina Ferrari
LUCTRA®, una luce biologicamente efficace per i luoghi di lavoro
di Cristina Ferrari